Anagrafe Pubblica degli Eletti, dei Nominati e dei Dirigenti Politici – pagina di Mondo Sabino – Gennaio 2010

L’anno 2009 che si è chiuso è stato per i radicali l’anno dedicato alla iniziativa sulla Anagrafe Pubblica degli Eletti, dei Nominati, e dei Dirigenti Politici

COS’E’ ?

L’Anagrafe Pubblica degli Eletti fu lanciata come campagna dia Radicali Italiani nell’estate 2008.

L’anno 2009 che si è chiuso è stato per i radicali l’anno dedicato alla iniziativa sulla Anagrafe Pubblica degli Eletti, dei Nominati, e dei Dirigenti Politici

COS’E’ ?

L’Anagrafe Pubblica degli Eletti fu lanciata come campagna dia Radicali Italiani nell’estate 2008.

L’idea di base era ed è quella di rendere facilmente disponibili a tutti su internet i dati riguardanti le attività e la situazione finanziaria di tutti i politici eletti (consiglieri) o nominati (assessori) e anche di tutte le persone che sono state “nominate” dalla politica (ad esempio in fondazioni, ASL, società pubbliche o miste) e naturalmente i dirigenti politici.

Si stima che il numero di persone la cui attività diventerebbe trasparente superi il milione!

Di ognuno, come elettori potremmo sapere:

  • Nome e cognome, luogo e data di nascita.
  • numero di codice fiscale (dato identificativo necessario per poter incrociare i dati).
  • Gli incarichi elettivi ricoperti nel tempo.
  • Lo stipendio, i rimborsi e/o i gettoni di presenza percepiti a qualsiasi titolo dall’ente.
  • Dichiarazione dei redditi e degli interessi finanziari relativi all’anno precedente l’assunzione dell’incarico, degli anni in cui ricopre l’incarico e dell’anno successivo.
  • Dichiarazione da parte dell’eletto dei finanziamenti ricevuti e/o dei doni, benefici o altro assimilabile.
  • Registro delle spese, comprensive delle spese per lo staff, spese per l’ufficio, spese per viaggi sia dell’eletto che dello staff, spese telefoniche e dotazione informatica, spese varie.
  • Atti presentati con relativi iter fino alla loro conclusione.
  • Quadro delle presenze ai lavori dell’ente di cui fa parte e i voti espressi sugli atti adottati dalla stessa.

Questa iniziativa è stata annunciata nel settembre 2008, con una lettera personale, a tutti i Sindaci e Presidenti di Provincia, invitati ad aderire.

A COSA SERVE?

La pubblicazione di questi dati non è voyeurismo, ma elemento indispensabile per una grande riforma che faccia della persona candidata ed eletta il soggetto costitutivo di ogni forma di aggregazione e rappresentanza politica: una riforma istituzionale che renda tutti gli eletti conoscibili e valutabili, sulla base dei loro comportamenti e senza il filtro delle burocrazie dei partiti, assicurando trasparenza ed effettiva possibilità di partecipazione.

Questo è l’obiettivo dei radicali, che da sempre auspicano una riforma in senso anglosassone della politica italiana, che è l’unica possibile riforma contro la partitocrazia.

E’ infatti illusorio sperare che la democrazia nasca dai partiti, in quanto essi non sono soggetti democratici.

In molti sinceri democratici c’è una idolatria della Costituzione, pensando che nel fedele rispetto della sua lettera ci sia la soluzione per i problemi di oggi. Ma non sempre è così: la Costituzione si riferisce ai partiti in questo modo: “tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale”.

Purtroppo il PCI, timoroso che i governi volessero avere a che ridire sul suo centralismo democratico, riuscì a far spostare in posizione inoffensiva il riferimento al “metodo democratico”, che sarebbe dovuto essere qui: “associarsi liberamente in partiti con metodo democratico…”.

Il risultato fu che i partiti non hanno dovuto finora rendere conto a nessuno: né agli elettori, né agli iscritti, né alla legge. Da questo si è generata la partitocrazia e la morte stessa dei partiti della prima repubblica, i quali almeno simulavano una democrazia interna; oggi quei partiti sono stati sostituiti da aggregazioni fluide e incontrollabili, che però; basti considerare che nessuno dei tre maggiori partiti (PdL, PD, Idv) prevede un vero congresso degli iscritti.

Né la morte dei partiti è stata sostituita da un’attenzione al candidato: questo era lo scopo della uninominale (pur corretta) di qualche anno fa, ma non è un caso che i partiti e Berlusconi abbiano prima sabotato il referendum che la voleva “pura”, e poi addirittura abbiano fatto marcia indietro ed istituito una legge elettorale che svuota i cittadini di ogni possibilità di aggregazione spontanea (con lo sbarramento finanche alle europee) e di scelta (con le liste bloccate).

SOLO UTOPIA?

Nessuna forza politica nazionale ha avuto il coraggio di schierarsi contro l’iniziativa: il PD di Veltroni proclamò addirittura il suo aperto appoggio. Tuttavia, nulla è venuto, né può venire, dagli apparati dei partiti.

E’ dai cittadini e da amministratori sensibili, qualunque sia il loro pensiero politico, che l’iniziativa può svilupparsi. Qui di seguito riportiamo alcuni esempi di qualcosa che si muove intorno a Rieti.

Provincia dell’Aquila (centro-sinistra). Il 3 marzo il Consiglio approvò, all’unanimità, il regolamento per l’istituzione ed il funzionamento dell’APE. Le nuove disposizioni avrebbero dovuto essere applicate entro 30 giorni dalla loro approvazione, attraverso l’ausilio del settore informatico della Provincia. Il provvedimento raccoglieva la proposta lanciata da Radicali Italiani con una conferenza stampa a cui aveva partecipato la stessa Presidente della Provincia Stefania Pezzopane e poi sollecitata da una raccolta firme.

Comune di Terni (centro-sinistra). Nella scorsa consiliatura Simone Guerra, all’epoca consigliere di Rifondazione Comunista depositò una mozione con cui si impegnava la Giunta ad inserire sul sito, in un formato standard aperto, tutta una serie di informazioni, con un richiamo esplicito alla proposta di Radicali Italiani. Dopo le elezioni dello scorso giugno si è insediato il nuovo sindaco Leopoldo Di Girolamo, nella cui giunta Guerra è diventato assessore alla Cultura per Sinistra e Libertà.

Comune di Monterotondo (centro-sinistra). Il progetto dell’APE è stato al centro del dibattito nelle elezioni amministrative. Il candidato sindaco Alessandri (PD) si era dichiarato contrario, mentre il candidato Gatto (Lista Civica-PDL) aveva inserito il punto nel suo programma. Ha vinto le elezioni Alessandri del Pd.

Provincia di Roma (centro-sinistra). Il 29 aprile la Giunta ha approvato una “memoria” con la quale l’Amministrazione ha dato il via al processo per la realizzazione dell’APE. Una mozione è stata approvata all’unanimità dal Consiglio e con l’impegno dello stesso Presidente Nicola Zingaretti, il 30 ottobre scorso. Il provvedimento impegna il presidente della Provincia, entro il 31 marzo del 2010, a rendere pubblici, oltre ai dati anagrafici, le cariche elettive ed istituzionali ricoperte a partire dal 1993 dal presidente e dai membri della Giunta.

Comune di Roma (centro-destra). Una proposta di delibera di iniziativa popolare fu depositata nell’ottobre 2008 con 6.722 firme. Nella seduta dell’11 dicembre scorso il testo di iniziativa popolare radicale veniva non accolto (solo 4 voti favorevoli e tutti gli altri astenuti) mentre il Consiglio contemporaneamente ha approvato una proposta analoga di iniziativa consiliare, che la recepisce in parte ed alla stesura della quale hanno contribuito in alcune parti gli stessi radicali.

Il consiglio regionale del Lazio ha poi recentemente pubblicato sul proprio alcuni dati patrimoniali di consiglieri ed assessori; purtroppo, a parte la parzialità delle informazioni, esse non sono fruibili per un incrocio informatico con dati di altre istituzioni.

E A RIETI ED IN SABINA?

Tutti i sindaci ed il presidente Melilli hanno ricevuto lo scorso settembre, la lettera di presentazione dell’iniziativa da Radicali Italiani. In mancanza però di una spinta dal basso dai cittadini era illusorio che qualcosa si muovesse.

Pensiamo però che l’iniziativa possa trovare ascolto sia in Comune che in Provincia; in Comune perché quando nell’Ottobre scorso un giornale on line ha pubblicato un nostro appello in merito, è arrivata dal Comune di Rieti una pronta risposta (anche se non adeguata, limitandosi alle sole indennità di funzione), seguita poi a ruota da analoghe informazioni da Provincia ed ASL; in Provincia perché, oltre all’esempio di Zingaretti alla provincia di Roma, l’ex segretario regionale Morassut (della mozione Franceschini come Melilli) si era impegnato a ciò qualora rieletto.

Sabina Radicale prende perciò l’impegno, non elettorale, di porre di nuovo il tema di fronte ai nostri amministratori e, se non bastasse, di fronte ai cittadini.

COME CONTATTARCI?

Telefonando al 3288635830 (Marco) o 3483512910 (Paolo); attraverso il nostro sito www.sabinaradicale.it dove ci si può iscrivere, fare donazioni o semplicemente registrarsi per commentare i nostri articoli; scrivendoci a sabinaradicale@googlegroups.com; siamo anche su Facebook, come Sabina Radicale.

 

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