Sulle nuove cariche nel PD reatino
È accaduto all'improvviso nel mese di luglio
E Melilli si becca del bugiardo politico dall’on. Marra, membro del consiglio nazionale del PD
di Gianfranco Paris
lunedì 19 luglio 2010
Dalle ceneri della sconfitta delle ultime regionali sono emersi all'improvviso due nomi nell'universo del PD reatino. Per verità Melilli nei comunicati che erano seguiti alle critiche generate dalla sconfitta aveva esortato chi aveva osato affermare che il PD reatino, dopo le dimissioni di Giuseppe Rinaldi da segretario provinciale, era al servizio delle persone a stare tranquillo perché il nuovo segretario si sarebbe fatto a seguito di un ampio e aperto dibattito dentro e fuori del partito al fine di individuare la persona più adatta ad interpretare il ruolo di conduttore di un partito aperto a tutte le componenti democratiche della società sabina! Niente di più bugiardo.
In piena canicola estiva, in pieno luglio, il mese preferito dai reatini per andarsene al mare, e senza alcun dibattito, i due gruppi dominanti nella gestione del partito hanno riunito alcuni fedelissimi dell'una e dell'altra parte ed hanno nominato Vincenzo Ludovisi segretario provinciale e Scacciafratte segretario cittadino. Una vera e propria spartizione di potere interno di partito nel più perfetto stile lottizzatorio cattocomunista. E' accaduto quel che avevo ampiamente previsto nell'ultimo mio articolo di commento alle vicende interne del PD reatino “vedrete che all'improvviso uscirà il nome del segretario senza alcun dibattito”.
Vincenzo Ludovisi è da sempre un uomo di fiducia di Melilli, la sua elezione ha lo scopo di garantire l'attuale presidente della provincia da sgradevoli sorprese. Il prezzo pagato da Melilli è la segreteria del circolo cittadino a Scacciafratte in sostituzione di Martellucci dopo il recente infortunio giudiziario. Dire Martellucci e dire Scacciafratte è la stessa cosa, del resto sono legati anche a doppio filo per ragioni di lavoro per la Coop cittadina, una organizzazione di chiara matrice politica di sinistra. Il circolo cittadino sta a cuore al gruppo che fa riferimento a Ferroni e che fa parte di quell'accordo trasversale che garantisce alla destra la vittoria nel comune di Rieti e alla sinistra la provincia.
Infatti già si parla di Scacciafratte candidato sindaco di Rieti, una candidatura incolore sostenuta solo per fare in modo che vinca il candidato della destra che garantirà il gruppo dominate del PD per la vittoria in provincia con tutte le conseguenze in tema di potere a favore degli adepti. La difesa dell'assessorato di Antonio Cicchetti da parte dei maggiorenti del PD rientra in questa logica di potere. Questo è il dibattito interno di cui parlava Melilli nei suoi comunicati dopo elezioni! L'unica ad opporsi a questa ennesima spartizione di potere è stata la Massimi, ma la cosa è di facile comprensione. Anna Maria è approdata in consiglio regionale dal listino di Marrazzo, proveniente dalla società civile, dopo ha aderito al PD. Essa per Melilli, Ferroni & C. è un corpo estraneo.
Per lei nel PD non c'è posto, almeno in questo PD. Franco Marini qualche giorno fa aveva richiamato i dirigenti di questo partito ad uscire dalla logica delle correnti e a creare le condizioni per la realizzazione di un vero partito democratico all'americana aprendosi ai tanti elettori del mondo laico! Povero Franco, non ha capito che le correnti e la logica della prima repubblica non sono scomparse, anzi vegetano più di prima. Così come il metodo delle bugie. Se commentando i cento giorni di Renata Polverini ho scritto che il governatore del Lazio è campionessa regionale di bugie politiche, i fatti di questi giorni mi autorizzano ad affermare che Melilli è campione provinciale di bugie politiche, e mal ce ne incolga.
Intanto l'on. del PD Marra, membro del consiglio nazionale del PD, è intervenuto sulla questione rafforzando il concetto che Melilli è un bugiardo politico perché egli è anche presidente dell'assemblea regionale del PD del Lazio e come tale non avrebbe dovuto violare le regole, approvate dall'ultima assemblea nazionale del PD all'unanimità anche dallo stesso Melilli e dai rappresentanti del PD di Rieti, che prevedono l'elezione dei segretari provinciali in autunno prossimo dopo un'ampia consultazione degli iscritti. Con questi dirigenti il PD non andrà certamente lontano!
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Pd e la questione
Pd e la questione morale
L'inciucio tra sinistra e destra è arrivato a tal punto che non c'è più alcun senso della dignità politica
di Gianfranco Paris
domenica 25 luglio 2010
Da destra sono venuti alla ribalta Marzio Leoncini e Luigi Gerbino del PDL, accusati di aver favorito un'impresa a Porta d'Arci, da sinistra sono emersi Carlo Giorgi dell'IDV, accusato di aver favorito una lottizzazione abusiva a Toffia, e Martellucci anch'egli rinviato a giudizio di recente per violazioni del codice penale. La destra ha fatto finta che niente sia accaduto e da sinistra nessun accenno alla questione è venuto fuori da parte della nuova segreteria provinciale del PD per quanto riguarda Giorgi che riveste la carica di Presidente del Consiglio provinciale eletto alla carica dalla maggioranza di sinistra, né alla posizione di Giuseppe Martellucci segretario della sezione del PD cittadino.
E per non dare sponda alla destra non è stata detta nemmeno un parola per quanto riguarda la posizione di Leoncini e Gerbino. Intanto circolano per la città le notizie che riguardano il colpo di mano con il quale una minoranza di dirigenti del PD ha provveduto alla nomina del nuovo segretario provinciale e del nuovo segretario della Sezione di Rieti città. Il PD è governato, si fa per dire, da due parlamentini, quello provinciale composto da 100 membri e quello comunale composto da 60 membri.
Le dimissioni del segretario provinciale Giuseppe Rinaldi datano dallo scorso aprile, subito dopo la sconfitta elettorale delle ultime regionali. Martellucci invece non si era ancora dimesso. Melilli, attuale presidente della provincia in carica del PD, alle richieste di pronunciarsi sulla questione aveva diramato comunicati nei quali proclamava che nel PD il problema sarebbe stato affrontato con energia ed alla luce del sole dopo un ampio dibattito all'interno e con la partecipazione anche della cittadinanza. All'interno del PD solo la componente che si ritrova intorno alla figura dell'ex consigliere regionale ed ex vice presidente della provincia Giocondi premeva perché si arrivasse ad un pronunciamento.
Così all'improvviso in data 6 luglio, dopo che tre delle 4 componenti (Area democratica, RED, ed ex Margheriti, con l'esclusione dei Moderati) si sono messi d'accordo sottobanco, sono stati convocati per l'8 luglio i parlamentini con sms con all'ordine del giorno la nomina dei due segretari, quello provinciale e quello comunale, senza che nessun componente fosse messo in condizione di partecipare nemmeno ad una parvenza di dibattito. In piena calura estiva nel mese nel quale i reatini e i sabini vanno normalmente al mare. Ovviamente erano presenti solo coloro che avevano partecipato alla spartizione delle due cariche circa un terzo dei membri del direttivo della Sezione di Rieti e circa un quarto dei membri del direttivo provinciale.
Così con la partecipazione di una minoranza ed in violazione dello statuto che prevede l'elezione delle cariche sociali solo con la maggioranza dei membri dei direttivi, alla barba del dibattito aperto e alla luce del sole promesso da Melilli, il direttivo provinciale ha preso atto delle dimissioni di Rinaldi ed ha nominato segretario Vincenzo Lodovisi e il direttivo della sezione di Rieti ha prima ascoltato le dimissioni di Martellucci date per l'occasione ed ha nominato segretario al suo posto Scacciafratte. Alla votazione hanno partecipato circa dieci, dodici persone su sessanta perché alcuni dei presenti, resisi conto della “pagliacciata”, se ne sono andati senza nemmeno salutare.
Della convocazione non erano stati nemmeno avvisati i membri delle due segreterie che non risulta si siano dimessi e che secondo logica dovrebbero essere ancora in carica a dimostrazione di che tipo di democrazia interna regna nel PD reatino. Un'altra chicca è data dal fatto che Scacciafratte riveste ora due cariche, quella di capogruppo al consiglio comunale di Rieti e di segretario della sezione reatina, è cioè controllato e controllare di se stesso! L'inciucio tra sinistra e destra è arrivato a tal punto che non c'è più alcun senso della dignità politica. Si coprono a vicenda e sono disposti a tutto pur di non perdere il controllo delle leve del potere del quale sono riusciti ad impossessarsi.
E finalmente se ne cominciano ad accorgere tutti. Giocondi lo afferma apertamente dicendo che sono tanti i comportamenti che inquinano la politica reatina, era ora che qualcuno uscisse allo scoperto. La cosa che sorprende di più è che nemmeno gli altri partiti della sinistra sembrano interessati a far chiarezza, a loro interessano le poltrone, sedie e sgabelli che sono riusciti ad accaparrarsi in provincia con le relative prebende, protetti da Melilli! Fatta eccezione del SEL che per verità sembra dissociarsi, anche se per ora non vanta incarichi retribuiti.
Di fronte a questa situazione di grave sfacelo della dignità politica, la prima uscita di Lodovisi, in assenza di Melilli che se ne è andato in ferie subito dopo il “golpe” come annunciato da un suo comunicato, il nuovo segretario provinciale ha diramato una lettera a tutti i sindaci del Pd della provincia perché si affrettino ad istituire l'anagrafe degli eletti e dei nominati, cioè a rendere pubblico l'elenco di tutti coloro che rivestono cariche pubbliche con accanto tutte le loro entrate ed i loro patrimoni. Anagrafe che costituisce il cavallo di battaglia dei Radicali italiani da qualche anno e che fino ad oggi è stata snobbata con la tecnica della presa per il sellino. Per verità a Rieti Sabina Radicale aveva convinto anche l'IDV ed il consigliere Paggi a chiedere la discussione della proposta in consiglio comunale, ma non se li era filati nessuno.
Così ora, di fronte al dilagare della m... , Lodovisi non ha trovato altro che tentare una nuova presa per il c...., tanto per restare in tema! Ma come è possibile credere a questa gente? Se fossimo ai tempi del Nazareno, poiché non pochi di loro dicono di essere suoi seguaci, seppure non molto degni, sono sicuro che assisteremmo ad una nuova cacciata dal tempio. Ma state certi che con un elettorato come il nostro ne vedremo ancora delle belle! Intanto W la questione morale.