Storie di intrecci ed alleanze Pd-PdL (dalla regione Lazio)
Il re è nudo: se sono non solo i radicali, ma anche Roberto Giocondi (che parla di "alleanza a geometria variabile") e Chicco Costini (che parla di "intrecci") a denunciare le connivenze tra destra e sinistra che stringono in una morsa tutto ciò che si è sempre mosso e si muove come "affari" nella Sabina, allora è proprio vero.
Costini ne vede l'evidenza nella sua esperienza di candidato presidente alla Provincia, ma Comune e Regione non ne sono immuni, seppur con tecniche diverse: la ripetuta scelta di un candidato perdente per le comunali (con le invocate primarie come strumento), e la "desistenza" alle regionali, mentre l'ASI ormai nemmeno finge di rispondere del suo operato ai cittadini.
E non è che questa connivenza si fermi alle porte della Sabina o alle elezioni popolari. Citiamo ad esempio, riallacciandoci alla nota del portavoce PD riguardo l'assenza di "sabini" alla presidenza delle commissioni regionali, il caso della elezione del presidente della Commissione Vigilanza sul pluralismo dell'informazione.
È successo che dovendo essa essere assegnata alla minoranza, per evitare il rischio di elezione del radicale sabino-eretino Giuseppe Rossodivita (chiaramente la persona più adatta e sostenuta anche da SEL, Sinistra, Lista civica) il capogruppo frusinate PdL abbia dato ordine ai membri (compreso il "sabino" Gatti) di non astenersi come di consueto, ma di votare per il frusinate Scalia del PD. Allora delle due l'una: o l'episodio è stato frutto di un accordo tra PD-PdL-IdV perché un radicale a vigilare l'informazione è un pericolo, o si è trattato di un intreccio o alleanza a geometria variabile frusinate.
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Cosa nasconde il bilancio della Regione Lazio?
Sembra continuare la cooperazione PD-PdL in regione. L'ultimo caso è quello dell'assestamento di bilancio, che deve ratificare o correggere quanto previsto a dicembre 2009. A questo assestamento, il PD ha partecipato con "spirito collaborativo", tanto che il capogruppo PdL ha dichiarato che «l’apertura fatta dal Partito Democratico alla maggioranza in merito all’approvazione dell’assestamento di bilancio è la palese dimostrazione che il documento approvato in giunta contiene le misure necessarie per stimolare la crescita e contenere la spesa». Ma cosa c'è dietro questo nuovo bilancio e dietro questa collaborazione? Se lo chiedono i radicali in consiglio Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo.
Infatti di un nuovo bilancio si tratta: se a dicembre si prevedeva un disavanzo di 3,2 miliardi di euro, con l'assestamento si passa a 5,8 miliardi, con un aumento dell'80%. Inoltre, a dicembre si prevedeva la possibilità di ricorrere a mutui solo per 1,5 miliardi e per "investimenti"; questa limitazione è dovuta al fatto che per il famoso buco da 10 miliardi lasciato dalla giunta Storace, esiste già un mutuo di 4,7 miliardi di euro che i cittadini pagano in rate trentennali da 310 milioni di euro l'anno. Ma allora come mai nell'assestamento, i mutui schizzano a 5,1 miliardi, con un incremento del 237%, e per giunta con una riduzione della quota per investimenti? Cosa nasconde questa esplosione del disavanzo? Un buco nascosto nel bilancio precedente? Non si vedrebbe perché questo non venga detto dal PdL.
La necessità di coprire, con mutui sulle spalle dei cittadini, i mancati trasferimenti futuri dal Governo alle Regioni? Non si vedrebbe perché questo non venga detto dal PD. Un mix dei due? O cos'altro? I radicali aspettano una risposta. Per intanto, i cittadini hanno la possibilità di capire a che servano dei radicali in consiglio e perché mai PD e maggioranza abbia fatto sì che essi non fossero parte della commissione bilancio.